Ho tre amiche che si chiamano Laura.
Le mie tre amiche sono speciali e quindi voglio fare qualcosa per loro. Due di queste hanno "bisogno" di questo manuale, l'altra è stata in parte scuola, quindi la ringrazio, per essere sempre schietta e sincera, talvolta anche troppo... ci ho vissuto per tre anni, so di cosa parlo!
Le altre due dovrebbero farsi rispettare un po' di più. Ma vi avverto, la legge della fila non è uno scherzo, non si può applicare o non applicare, diventa una fede e bisogna essere disposti a tutto.
La Scuola con la S maiuscola, manco a dirlo, negli degli anni, da quando ero bambina che mi vergognavo, è.... mia madre! Che novità.
Lei era imbarazzante. Ma io da brava emulatrice ho fatto fruttare anni e anni di imbarazzo, e senza saperlo assorbivo tutte le tecniche...
Siete pronte Laura C. e Laura P.??? Siete pronte a dare una svolta alla vostra vita?
Tutto quello che sto per scrivere è reale, so' pazza? Poesse!
1 OSSERVAZIONE E CONTEGGIO
Allora la prima cosa che dovete fare quando vi accingete a mettervi in fila, è OSSERVARE mooolto attentamente ogni presente, controllarne i volti e trovare qualche particolare per ricordarli, accertarsi che siano soli e che due partecipanti alla fila che sembrano separati non siano in coppia, poi CONTARE le persone in fila, memorizzare e non perdere la concentrazione, MAI!
Variante A.
Quando arrivo se conosco il negoziante mi faccio notare, serve a segnare il territorio, della serie "Qua me conoscono", un po' come "Qua me la comando".
variante B.
Potete chiedere chi è l'ultimo, ma questo onestamente non è il mio campo, troppo facile così, la mia specializzazione è la tricea - il mercato affollato del sabato dove tutti vanno di fretta e pensano di essere più furbi di te.
2 INDIVIDUARE IL NEMICO
C'è sempre, e dico sempre quella che non vuole rispettare la fila.
Come riconoscerla?
E' facile, la vedi o lo vedi, perchè è spazientito e non ha voglia di aspettare, quindi non cerca di passare avanti solo a te, ma a tutti, cerca di cogliere quel momento esatto in cui il venditore chiede "chi c'è?" e mentre la persona di turno pensa se tocca a lui o no... lui o lei zac! Si infilano come bisce e iniziano ad elencare le loro richieste - ricorda se non è il tuo turno, non c'è NULLA che tu possa fare, devi solo sperare che quello di turno si svegli e faccia una strage.
Quando l'hai individuato, devi solo sperare che ci provi con te. Ma devi sperarlo con tutta te stessa, e devi farti salire l'ansia per bene, insomma tecnicamente questo stato d'animo si chiama "fomento".
3 IL TURNO
E' sacro, e va onorato.
Quindi ricorda che anche tu non devi mai passare avanti a nessuno, questa è la legge sorella.
Arriva il tuo turno, e tu sei certa al 100% - ma proprio sicura che tocca a te, non devi sbagliare altrimenti la tua credibilità cade e tu non hai più diritti.
Hai osservato le persone davanti a te pagare, e alla fine ci sei tu, respira, prenditi quei due secondi di tempo per far uscire fuori la biscia... dai che esce fuori, devi crederci...
Se sarai stata brava a dare l'impressione della distratta, è finalmente arrivato il tuo momento, il momento per cui ti sei preparata, il momento per cui sarai ricordata con astio per almeno un paio d'ore dal tuo nemico, la biscia.
Con molta eleganza, e ASSOLUTA fermezza, gli parli sopra dicendo "Noscusi, c'eroio,vorreimezzochilodi pomodori..." tutto attaccato, tutto d'un fiato, sommergi quella biscia di merda con le tue parole sorella! Ce la puoi fare credimi.
Se ci sarà incertezza nella tua voce, se ci saranno pause, scatterà la polemica, e lì scatta il livello due.
Il segreto sta nell'osservare, contare, aspettare senza mai perdere la concentrazione per poi sferrare l'attacco!
Devi sapere che in genere gli uomini rosicano di più ma fanno pippa più velocemente, le donne potrebbero risponderti, a loro rischio e pericolo...
To be continued....
martedì 9 luglio 2013
lunedì 8 luglio 2013
Footing col maniaco.
In realtà questo è un post di denuncia, sul degrado di Villa Borghese.
Ultimamente ho intrapreso un nuovo sport, la camminata. Questo sport ha degli effetti molto benefici, se supero i 40 minuti, mi svuota il cervello dai cattivi pensieri e la pancia dall'aria in eccesso (questo non si addice a una signorina, ma il cibo vegano non conosce etichette, credetemi).
Insomma vetrine a parte di solito tutto fila liscio.
La mattina per andare a lavoro, lascio il motorino a Cola di Rienzo e poi me la faccio a piedi fino a Regina Margherita, passando per Villa Borghese.
E' una bellezza si, solo che all'andata la bastarda è tutta in salita, quindi diciamo che già alle nove di mattina mi faccio un culo così, ma almeno estirpo il 30-35% dei rodimenti dovuti al lunedì mattina, è già tanto.
Comunque torniamo a noi, succede che stamattina, presa dalla mia camminata e combattuta sul tipo di velocità da tenere, ho ricevuto un aiutino...
Passo davanti a una fontanella, e lì un uomo tutta panza mi dice "Ammazza quanto sei bella, che dio ti benedica" ora onestamente parlando, ero sudata, affaticata, con la faccia bestemmiante, zero trucco con le birkestock ai piedi, ma soprattutto è lunedì mattina, impossibile trovare qualcosa di bello al mondo. Comunque dalla risposta che sogno di dare da una vita "A bello qua nce sta gnente pe te, lassa sta" opto per la scelta più sobria, sguardo di sifficienza. Bene lui prende a seguirmi.
All'inizo mi prende un po' di fastidio, poi capisco che non mi può succedere nulla e che magari neanche mi segue ma forse andiamo nella stessa direzione....ma soprattutto... mi accorgo di aver raggiunto un passo degno di Carl Lewis e allora mi dico, utile sto maniaco!
Comunque Villa Borgese è un film noir, senza il fascino che però caratterizza il genere.
Presenze cupe, paesaggi desolati, sporcizia, degrado, disgraziati, strani inquilini - come le auto blu, parcheggiate qua e là solo con l'autista dentro, dov'è il politico di turno? A consumare sesso con qualche giovane prostituto straniero, dietro quel cespuglio?
Spazzatura abbandonata ovunque, strade dissestate, pulmann parcheggiati come se fossimo ad Anagnina.
Tutto questo degrado non mi distoglie dall'attrazione che provo per ciò che di inquetante c'è in questo parco, è come se provassi un'insolita soddisfazione nel trovare o nell'immaginare storie di abiezione e miseria consumate tra i cespugli di questa vecchia e sporca contessa decadente...
Ultimamente ho intrapreso un nuovo sport, la camminata. Questo sport ha degli effetti molto benefici, se supero i 40 minuti, mi svuota il cervello dai cattivi pensieri e la pancia dall'aria in eccesso (questo non si addice a una signorina, ma il cibo vegano non conosce etichette, credetemi).
Insomma vetrine a parte di solito tutto fila liscio.
La mattina per andare a lavoro, lascio il motorino a Cola di Rienzo e poi me la faccio a piedi fino a Regina Margherita, passando per Villa Borghese.
E' una bellezza si, solo che all'andata la bastarda è tutta in salita, quindi diciamo che già alle nove di mattina mi faccio un culo così, ma almeno estirpo il 30-35% dei rodimenti dovuti al lunedì mattina, è già tanto.
Comunque torniamo a noi, succede che stamattina, presa dalla mia camminata e combattuta sul tipo di velocità da tenere, ho ricevuto un aiutino...
Passo davanti a una fontanella, e lì un uomo tutta panza mi dice "Ammazza quanto sei bella, che dio ti benedica" ora onestamente parlando, ero sudata, affaticata, con la faccia bestemmiante, zero trucco con le birkestock ai piedi, ma soprattutto è lunedì mattina, impossibile trovare qualcosa di bello al mondo. Comunque dalla risposta che sogno di dare da una vita "A bello qua nce sta gnente pe te, lassa sta" opto per la scelta più sobria, sguardo di sifficienza. Bene lui prende a seguirmi.
All'inizo mi prende un po' di fastidio, poi capisco che non mi può succedere nulla e che magari neanche mi segue ma forse andiamo nella stessa direzione....ma soprattutto... mi accorgo di aver raggiunto un passo degno di Carl Lewis e allora mi dico, utile sto maniaco!
Comunque Villa Borgese è un film noir, senza il fascino che però caratterizza il genere.
Spazzatura abbandonata ovunque, strade dissestate, pulmann parcheggiati come se fossimo ad Anagnina.
Il morale della tavola - scritti sulla cicoria.
Lei avrà sui 70 anni (forse di più), ci troviamo nel foyer del Cinema palazzo, mi fa strano vedere una donna di quell'età lì in mezzo a tutti quei giovani in attesa di entrare alla cena di Soul Food, pertanto cerco di conoscerla, ma lei attacca per prima e mi racconta di quando a 11 anni puliva il cinema palazzo, di quando è morto il marito, e prima ancora il padre, la povertà, la guerra... Da piccola ndava pe' campi a fa la cicoria con la madre, e mi dice che era un modo pe' arrangiasse, che la capavano fino all'alba e poi la vendeveno pe' strada, già capata...
La cicoria torna, come prima portata, in un buonissimo purè di fave e cicoria.
E torna di nuovo quando in un intervento della serata si parla nuovamente di povertà, di terra e di agricoltura. La cicoria (dal cicorione a quella selvatica) è un po' come un'arte minore, l'arte di cavarsela, ma soprattutto di
caparsela.
In questo evento di Soul Food, ai vari piatti assaggiati, si alternano racconti di oggi e di ieri di resistenza agricola, di terreni occupati.
Ma io penso alla cicoria, a come questa verdura che cresce in tutto il mondo, in realtà mi abbia accompagnato nella vita, di come ne abbia assaggiato di mille varietà, ne abbia parlato in grandi tavolate con i miei parenti.
La cicoria non è mai mancata a casa mia, neanche durante i pranzi più sontuosi, la sento che mi scorre nelle vene! Se penso ai kili di cicoria che compro ogni inverno a quanta ne abbiamo mangiata io e Davide, tanto da non volerne sentire neanche l'odore fino all'autunno...
E' un'ospite sempre presente, cucinata in tutti i modi, all'agro o ripassata, purchè comprata rigorosamente da Tonino o da Gianni....al mercato trionfale.
La cicoria torna, come prima portata, in un buonissimo purè di fave e cicoria.
E torna di nuovo quando in un intervento della serata si parla nuovamente di povertà, di terra e di agricoltura. La cicoria (dal cicorione a quella selvatica) è un po' come un'arte minore, l'arte di cavarsela, ma soprattutto di
caparsela.
In questo evento di Soul Food, ai vari piatti assaggiati, si alternano racconti di oggi e di ieri di resistenza agricola, di terreni occupati.
Ma io penso alla cicoria, a come questa verdura che cresce in tutto il mondo, in realtà mi abbia accompagnato nella vita, di come ne abbia assaggiato di mille varietà, ne abbia parlato in grandi tavolate con i miei parenti.
La cicoria non è mai mancata a casa mia, neanche durante i pranzi più sontuosi, la sento che mi scorre nelle vene! Se penso ai kili di cicoria che compro ogni inverno a quanta ne abbiamo mangiata io e Davide, tanto da non volerne sentire neanche l'odore fino all'autunno...
E' un'ospite sempre presente, cucinata in tutti i modi, all'agro o ripassata, purchè comprata rigorosamente da Tonino o da Gianni....al mercato trionfale.
lunedì 4 febbraio 2013
A casetta
Prendo spunto dal post precedente per raccontare di un posto da vivere.
Ho riflettutto su cosa mi avesse infastidito del circolo caracciolo e ho capito che non me lo sono sentito addosso, arredamento super studiato, si ma per chi? lo sanno gli architetti che non basta mettere insieme 4 assi per fare un'atmosfera?
A Garbatella c'e un posticino che non è un circolo Arci ma ne ha tutta l'aria...
Casetta Rossa, è un progetto, un'idea, un posto da vivere... casetta rossa ti accoglie come una casa, appunto.
Io ci vado a mangiare, altri ci fanno politica, altri imparano a cucinare, altri giocano...
Cibo molto buono, semplice, niente pretese, niente fronzoli, i vegetariani trovano ristoro e appagamento dei sensi! Il vino è della casa...
I tavoli e le sedie hanno un po' di anni sulle spalle, così come anche il camino, i libri alle pareti, la scritta di De Luca..
Poi c'è Peppe il ragazzo che serve ai tavoli, ma in realtà gli chiederesti di sedersi con te ogni 5 minuti!
Casetta ti avvolge, casetta ti unisce, la gente è gente del quartiere che si fai cazzi suoi. Per quanto sia un posto schierato come progettualità, Casetta si salva dall'appellativo chic, è solo molto cheap.
Andateci, conoscetela, fatevi accogliere, casetta è una donna dalle grandi tette, che cucina da Dio, tiene a bada i bambini- anche quelli degli altri, e quando il casino scema, si siede a tavola con un bel bicchiere di rosso una bella sigaretta e chiacchera di tutto, anche di politica.
Ho riflettutto su cosa mi avesse infastidito del circolo caracciolo e ho capito che non me lo sono sentito addosso, arredamento super studiato, si ma per chi? lo sanno gli architetti che non basta mettere insieme 4 assi per fare un'atmosfera?
A Garbatella c'e un posticino che non è un circolo Arci ma ne ha tutta l'aria...
Casetta Rossa, è un progetto, un'idea, un posto da vivere... casetta rossa ti accoglie come una casa, appunto.
Io ci vado a mangiare, altri ci fanno politica, altri imparano a cucinare, altri giocano...
Cibo molto buono, semplice, niente pretese, niente fronzoli, i vegetariani trovano ristoro e appagamento dei sensi! Il vino è della casa...
I tavoli e le sedie hanno un po' di anni sulle spalle, così come anche il camino, i libri alle pareti, la scritta di De Luca..
Poi c'è Peppe il ragazzo che serve ai tavoli, ma in realtà gli chiederesti di sedersi con te ogni 5 minuti!
Casetta ti avvolge, casetta ti unisce, la gente è gente del quartiere che si fai cazzi suoi. Per quanto sia un posto schierato come progettualità, Casetta si salva dall'appellativo chic, è solo molto cheap.
Andateci, conoscetela, fatevi accogliere, casetta è una donna dalle grandi tette, che cucina da Dio, tiene a bada i bambini- anche quelli degli altri, e quando il casino scema, si siede a tavola con un bel bicchiere di rosso una bella sigaretta e chiacchera di tutto, anche di politica.
mercoledì 23 gennaio 2013
Arci fiction
La toscana l'ho girata, in lungo e largo...
Montagna, campagna, paesini dal lifting appena fatto, cipressi, mucche, maremma... 4 case e una minuscola Coop.
In ogni paese, città, frazione c'è il "circolino Arci" come lo chiamano loro, il circolo Arci - questo flessibile luogo di incontro, di scambio, di birra, di fumo, di carte, di vino sfuso, di scacchi...
Luogo di tavoli anni '70, di luci calde al tramonto e di "ci si vede"... Il circolo Arci è la toscana, quella che non se la tira, quella che non si è venduta al turismo.
A Roma il circolo Arci è radical, cazzo se lo è, pure quello è rdical...
Puoi andare al pigneto, il Kino, Trenta Formiche, Forte fanfulla e Fanfulla 101...tutti circoli Arci, tutti locali, dove bere, ballare, vedere film...
A Prati ce ne è uno nuovo, il circolo ricreativo caracciolo, detta così sembra quasi un dopolavoro ferroviario, invece è un locale ampio ad ex uso industriale, recuperato e arredato in modo quasi impeccabile.
La comunicazione che fanno è semplice, ma lo stile studiato, a metà tra infografiche e testi stile anni 60', vintage, come va adesso.
Retro del bancone a cubi di legno, tavolone lunghissimo, sedie tutte colorate, tavoli e poltrone misto legno ferro, secondo me fatti su misura.
L'offerta è ampia, aperitivo, cena, brunch, concerti, comizi, jazz...
Provato aperitivo, buono.
Provato brunch, buonino- per i poveri vegetariani 18 euro buttati.
Ho provato un dopocena, musica alta, acconciature impeccabili, trucco pesante, attori, attorini, gente dell'entourage della fiction italiana, che dio ci salvi.... stangone con stivalazzo e faccia scazzo (pare li vendano insieme). Questo è l'arci romano, per i miei gusti abbastanza infrequentabile. Magari se potessi capire cosa ha spinto questi ragazzi che mi fanno pagare un bicchiere di vino 6/7 euro ad aprire un circolo Arci invece di un locale normale, sarei meno critica...
Montagna, campagna, paesini dal lifting appena fatto, cipressi, mucche, maremma... 4 case e una minuscola Coop.
In ogni paese, città, frazione c'è il "circolino Arci" come lo chiamano loro, il circolo Arci - questo flessibile luogo di incontro, di scambio, di birra, di fumo, di carte, di vino sfuso, di scacchi...
Luogo di tavoli anni '70, di luci calde al tramonto e di "ci si vede"... Il circolo Arci è la toscana, quella che non se la tira, quella che non si è venduta al turismo.
A Roma il circolo Arci è radical, cazzo se lo è, pure quello è rdical...
Puoi andare al pigneto, il Kino, Trenta Formiche, Forte fanfulla e Fanfulla 101...tutti circoli Arci, tutti locali, dove bere, ballare, vedere film...
A Prati ce ne è uno nuovo, il circolo ricreativo caracciolo, detta così sembra quasi un dopolavoro ferroviario, invece è un locale ampio ad ex uso industriale, recuperato e arredato in modo quasi impeccabile.
La comunicazione che fanno è semplice, ma lo stile studiato, a metà tra infografiche e testi stile anni 60', vintage, come va adesso.
Retro del bancone a cubi di legno, tavolone lunghissimo, sedie tutte colorate, tavoli e poltrone misto legno ferro, secondo me fatti su misura.
L'offerta è ampia, aperitivo, cena, brunch, concerti, comizi, jazz...
Provato aperitivo, buono.
Provato brunch, buonino- per i poveri vegetariani 18 euro buttati.
Ho provato un dopocena, musica alta, acconciature impeccabili, trucco pesante, attori, attorini, gente dell'entourage della fiction italiana, che dio ci salvi.... stangone con stivalazzo e faccia scazzo (pare li vendano insieme). Questo è l'arci romano, per i miei gusti abbastanza infrequentabile. Magari se potessi capire cosa ha spinto questi ragazzi che mi fanno pagare un bicchiere di vino 6/7 euro ad aprire un circolo Arci invece di un locale normale, sarei meno critica...
giovedì 3 gennaio 2013
Mi rifaccio il look
sto cercando di capire che look voglio...
potreste pertanto incappare ogni giorno in un look diverso, portate pazienza, voi miei 4 lettori!
potreste pertanto incappare ogni giorno in un look diverso, portate pazienza, voi miei 4 lettori!
lunedì 31 dicembre 2012
Un anno come tanti
Non è che voglio scrivere un post di fine anno.
Voglio solo scrivere.
Nel mio 2012 c'è stata la morte e questo lo renderà diverso da tutti gli altri - 26/10/2012.
Per questo vuoto immenso non ho una foto, ma un'emozione.
Per il resto voglio raccontare questo anno con delle immagini, qualcuno si riconoscerà in queste foto, perchè è presente, perchè ne è stato l'autore o semplicemente perchè c'era.
Chi non c'è in questi scatti del 2012 non significa che non c'è stato, anzi, Milano non divide - unisce.
Grazie per aver preso parte a questo atto chiamato 2012, non è stato facile, sucuramente intenso e a tratti stupendo.
Voglio solo scrivere.
Nel mio 2012 c'è stata la morte e questo lo renderà diverso da tutti gli altri - 26/10/2012.
Per questo vuoto immenso non ho una foto, ma un'emozione.
Per il resto voglio raccontare questo anno con delle immagini, qualcuno si riconoscerà in queste foto, perchè è presente, perchè ne è stato l'autore o semplicemente perchè c'era.
Chi non c'è in questi scatti del 2012 non significa che non c'è stato, anzi, Milano non divide - unisce.
Grazie per aver preso parte a questo atto chiamato 2012, non è stato facile, sucuramente intenso e a tratti stupendo.
giovedì 13 dicembre 2012
Insostenibile bruttezza del tendone bianco.
Allora, il sacco di Roma continua.
Continua imperturbabile, sotto gli occhi di tutti noi.
L'ultima trovata per violentarla, maltrattarla, imbruttirla, sono i gazebo bianchi nelle piazze, con presunti mercatini di Natale (che diventano immacolata, befana e carnevale in un soffio).
No.
Sopportiamo piazza Navona, perchè è una tradizione, anche se non ci trovi più quello che faceva i cestini del pane o della frutta per i pastori del presepe, gli addobbi per l'albero, che ne andavi a prendere uno nuovo tutti gli anni...
Ma adesso dobbiamo sopportare decine di piazze, popolate da queste orrende strutture di plastica bianca, che lasciano intravedere del perfetto artigianato cinese di pessimo gusto, caramelle, sciarpe e cianfrusaglie varie.
Ormai molte le piazze sfigurate, dalla più grande alla più piccola, un unico comune denominatore, la bruttezza.
In 5 anni da poche piazze, sono diventate moltissime, e i commercianti ci fanno i soldi, il comune ci fa i soldi, chi affitta le strutture (qualche amichetto del sindaco) ci fa i soldi.
Solo tu, Roma, non ci guadagni niente. C'è chi ti vedrà per la prima e l'ultima volta in vita sua coperta da questa terribile plastica bianca, sarà quel turista che forse non merita neanche di vederti nuda.
Ma io, per quanto certe volte non ti sopporti, e per quanto riesca ad odiare certe tue sfumature con tutta me stessa, io ti amo nuda, senza plastica, senza finzione, per quella che sei.
Il Natale lo sai trasmettere Roma, ti scorre nel freddo che ci regali in questi giorni, nei commercianti che ancora credono che le strade debbano essere addobbate in modo decoroso, nella Feltrinelli di Largo Argentina piena di gente frenetica, nelle chiese che ti invitano ad entrare per visitare il presepe, il Natale non è robaccia venduta al suono dell'alternatore, il Natale (lo ammetto, faccio outing) è imboccare via della Conciliazione e restare sorpresi come bambini davanti allo spettacolo di Piazza San Pietro.
dedicato a Smo e a tutte le volte che negli anni tornando a casa ci siamo fermati un secondo in via della conciliazione, o semplicemente l'abbiamo pensato...
Continua imperturbabile, sotto gli occhi di tutti noi.
L'ultima trovata per violentarla, maltrattarla, imbruttirla, sono i gazebo bianchi nelle piazze, con presunti mercatini di Natale (che diventano immacolata, befana e carnevale in un soffio).
No.
Sopportiamo piazza Navona, perchè è una tradizione, anche se non ci trovi più quello che faceva i cestini del pane o della frutta per i pastori del presepe, gli addobbi per l'albero, che ne andavi a prendere uno nuovo tutti gli anni...
Ma adesso dobbiamo sopportare decine di piazze, popolate da queste orrende strutture di plastica bianca, che lasciano intravedere del perfetto artigianato cinese di pessimo gusto, caramelle, sciarpe e cianfrusaglie varie.
Ormai molte le piazze sfigurate, dalla più grande alla più piccola, un unico comune denominatore, la bruttezza.
In 5 anni da poche piazze, sono diventate moltissime, e i commercianti ci fanno i soldi, il comune ci fa i soldi, chi affitta le strutture (qualche amichetto del sindaco) ci fa i soldi.
Solo tu, Roma, non ci guadagni niente. C'è chi ti vedrà per la prima e l'ultima volta in vita sua coperta da questa terribile plastica bianca, sarà quel turista che forse non merita neanche di vederti nuda.
Ma io, per quanto certe volte non ti sopporti, e per quanto riesca ad odiare certe tue sfumature con tutta me stessa, io ti amo nuda, senza plastica, senza finzione, per quella che sei.
Il Natale lo sai trasmettere Roma, ti scorre nel freddo che ci regali in questi giorni, nei commercianti che ancora credono che le strade debbano essere addobbate in modo decoroso, nella Feltrinelli di Largo Argentina piena di gente frenetica, nelle chiese che ti invitano ad entrare per visitare il presepe, il Natale non è robaccia venduta al suono dell'alternatore, il Natale (lo ammetto, faccio outing) è imboccare via della Conciliazione e restare sorpresi come bambini davanti allo spettacolo di Piazza San Pietro.
dedicato a Smo e a tutte le volte che negli anni tornando a casa ci siamo fermati un secondo in via della conciliazione, o semplicemente l'abbiamo pensato...
La dura legge del centauro
Roma, come al solito, purtroppo.
Ho comprato uno scooter, l'ho comprato soltato per me...anche se in verità faccio da autista agli 80 kili del mio ragazzo.
A mia insaputa in queste settimane ho scoperto che a Roma c'è una legge, una legge non scritta, una legge che impari, per forza.
E' la legge del centauro, normativa fondamentale che ignoravo, perchè applicavo quella dei mezzi pubblici, che ha diversi decreti attuativi a seconda che si parli di autobus, metro o trenini, a ognuno la sua.
Innanzitutto bisogna fare una bella premessa, che non è quella che avete appena letto.
La premessa consiste nel fatto che prima della legge esiste la GERARCHIA.
Partendo dal più basso in grado, pedoni e ciclisti purtroppo sono al livello più basso della catena della mobilità.
Sopra di loro troviamo le rotaie, le buche e le strisce gialle.
Il motivo per cui sono sopra i pedoni e i ciclisti? Perchè sono inanimate, ci puoi passare sopra, non si può dire lo stesso degli utlimi due, quindi acquistano qualche punto in più, ma rompono lo stesso i coglioni.
Oh, bada bene tu che leggi, io ti racconto i fatti, ciò non significa che condivida...
Al posto successivo c'è la categoria auto, smerdomobili (auto di bassa cilindrata) autobus, camion.
Poi c'è il mondo delle due ruote, dove si posiziona all'ultimo posto il cinquantino, al pari che siano uomini o donne. Pare ce ne siano ancora a Roma, loro valgono meno di zero. Al semaforo se li trovi l'obiettivo è passargli avanti, non hanno scatto, so lenti, fanno perdere quei 10 secondi fondamentali.
Poi ci sono le donne in scooter (varie cilindrate), instabili, lente, caute, prudenti, insomma un pericolo.
Seguono gli uomini in scooter (varie cilindrate) arroganti, imprudenti, impanzienti e volgari.
Sul podio ci sono quelli con la moto, i veri free rider, per loro non ci sono regole, arroganza suprema, devi portare loro rispetto in strada, farti da parte, il tuo scooter ha sicuramente una cilindrata inferiore, quindi fatti da parte sfigo.
Al semaforo funziona così, l'obiettivo è andare avanti, sempre più avanti, avanti a tutti - anche se finisci in mezzo all'altra corsia, non importa la pole position deve essere tua.
Quindi li vedi tutti pronti a fare ogni tipo di manovra possibile, capriole, testa coda, pieghe col ginocchio, tutto per passare avanti.
Poi c'è la partenza. Stessa cosa della formula 1. Nessuna differenza. Motori al massimo, no incertezze, roba che se uno per sbaglio rallenta o non parte in quarta...viene infamato di brutto, alla peggio causa un'ammucchiata tremenda.
Per i sorpassi la legge è: no regole, tutto è lecito, sopra, sotto, a destra e sinistra, ovunque, ma te devo sorpassà, il non plus ultra si raggiunge quando riescono anche a sfiorarti nel sorpasso...
Il traffico è apparente, bisogna andare avanti, fare lo slalom, più macchine sorpassi più senso dai al fatto che fa un freddo cane, ti respiri la merda e rischi la vita ogni 5 secondi, ma tu NON TI FAI LA FILA. Vaffanculo.
Quando ti devi dare una mossa, ti si attaccano dietro e inziano a sgasare, come a dire, bella o ti levi dalle palle o ti dai una mossa, non c'è pace non c'è tranquillità, non c'è prudenza.
Sospetto che gli unici ad aver capito dell'esistenza di questa legge, siano i tassisti. Loro applicano la stessa legge, ma non sanno che sono fuorilegge perchè questa vale solo ed esclusivamente per le due ruote e quindi, tassista infame, nemico numero 1.
dedicato alle mie amiche e ai miei amici centauri.
Ho comprato uno scooter, l'ho comprato soltato per me...anche se in verità faccio da autista agli 80 kili del mio ragazzo.
A mia insaputa in queste settimane ho scoperto che a Roma c'è una legge, una legge non scritta, una legge che impari, per forza.
E' la legge del centauro, normativa fondamentale che ignoravo, perchè applicavo quella dei mezzi pubblici, che ha diversi decreti attuativi a seconda che si parli di autobus, metro o trenini, a ognuno la sua.
Innanzitutto bisogna fare una bella premessa, che non è quella che avete appena letto.
La premessa consiste nel fatto che prima della legge esiste la GERARCHIA.
Partendo dal più basso in grado, pedoni e ciclisti purtroppo sono al livello più basso della catena della mobilità.
Sopra di loro troviamo le rotaie, le buche e le strisce gialle.
Il motivo per cui sono sopra i pedoni e i ciclisti? Perchè sono inanimate, ci puoi passare sopra, non si può dire lo stesso degli utlimi due, quindi acquistano qualche punto in più, ma rompono lo stesso i coglioni.
Oh, bada bene tu che leggi, io ti racconto i fatti, ciò non significa che condivida...
Al posto successivo c'è la categoria auto, smerdomobili (auto di bassa cilindrata) autobus, camion.
Poi c'è il mondo delle due ruote, dove si posiziona all'ultimo posto il cinquantino, al pari che siano uomini o donne. Pare ce ne siano ancora a Roma, loro valgono meno di zero. Al semaforo se li trovi l'obiettivo è passargli avanti, non hanno scatto, so lenti, fanno perdere quei 10 secondi fondamentali.
Poi ci sono le donne in scooter (varie cilindrate), instabili, lente, caute, prudenti, insomma un pericolo.
Seguono gli uomini in scooter (varie cilindrate) arroganti, imprudenti, impanzienti e volgari.
Sul podio ci sono quelli con la moto, i veri free rider, per loro non ci sono regole, arroganza suprema, devi portare loro rispetto in strada, farti da parte, il tuo scooter ha sicuramente una cilindrata inferiore, quindi fatti da parte sfigo.
Al semaforo funziona così, l'obiettivo è andare avanti, sempre più avanti, avanti a tutti - anche se finisci in mezzo all'altra corsia, non importa la pole position deve essere tua.
Quindi li vedi tutti pronti a fare ogni tipo di manovra possibile, capriole, testa coda, pieghe col ginocchio, tutto per passare avanti.
Poi c'è la partenza. Stessa cosa della formula 1. Nessuna differenza. Motori al massimo, no incertezze, roba che se uno per sbaglio rallenta o non parte in quarta...viene infamato di brutto, alla peggio causa un'ammucchiata tremenda.
Per i sorpassi la legge è: no regole, tutto è lecito, sopra, sotto, a destra e sinistra, ovunque, ma te devo sorpassà, il non plus ultra si raggiunge quando riescono anche a sfiorarti nel sorpasso...
Il traffico è apparente, bisogna andare avanti, fare lo slalom, più macchine sorpassi più senso dai al fatto che fa un freddo cane, ti respiri la merda e rischi la vita ogni 5 secondi, ma tu NON TI FAI LA FILA. Vaffanculo.
Quando ti devi dare una mossa, ti si attaccano dietro e inziano a sgasare, come a dire, bella o ti levi dalle palle o ti dai una mossa, non c'è pace non c'è tranquillità, non c'è prudenza.
Sospetto che gli unici ad aver capito dell'esistenza di questa legge, siano i tassisti. Loro applicano la stessa legge, ma non sanno che sono fuorilegge perchè questa vale solo ed esclusivamente per le due ruote e quindi, tassista infame, nemico numero 1.
dedicato alle mie amiche e ai miei amici centauri.
giovedì 25 ottobre 2012
L'ingrato compito
Quanto è ingrato verso i parenti stretti fare la telefonata.
Avvertire tutti gli altri a prepararsi al peggio.
È ingrato, davvero.
Avvertire tutti gli altri a prepararsi al peggio.
È ingrato, davvero.
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