Prendo spunto dal post precedente per raccontare di un posto da vivere.
Ho riflettutto su cosa mi avesse infastidito del circolo caracciolo e ho capito che non me lo sono sentito addosso, arredamento super studiato, si ma per chi? lo sanno gli architetti che non basta mettere insieme 4 assi per fare un'atmosfera?
A Garbatella c'e un posticino che non è un circolo Arci ma ne ha tutta l'aria...
Casetta Rossa, è un progetto, un'idea, un posto da vivere... casetta rossa ti accoglie come una casa, appunto.
Io ci vado a mangiare, altri ci fanno politica, altri imparano a cucinare, altri giocano...
Cibo molto buono, semplice, niente pretese, niente fronzoli, i vegetariani trovano ristoro e appagamento dei sensi! Il vino è della casa...
I tavoli e le sedie hanno un po' di anni sulle spalle, così come anche il camino, i libri alle pareti, la scritta di De Luca..
Poi c'è Peppe il ragazzo che serve ai tavoli, ma in realtà gli chiederesti di sedersi con te ogni 5 minuti!
Casetta ti avvolge, casetta ti unisce, la gente è gente del quartiere che si fai cazzi suoi. Per quanto sia un posto schierato come progettualità, Casetta si salva dall'appellativo chic, è solo molto cheap.
Andateci, conoscetela, fatevi accogliere, casetta è una donna dalle grandi tette, che cucina da Dio, tiene a bada i bambini- anche quelli degli altri, e quando il casino scema, si siede a tavola con un bel bicchiere di rosso una bella sigaretta e chiacchera di tutto, anche di politica.
lunedì 4 febbraio 2013
mercoledì 23 gennaio 2013
Arci fiction
La toscana l'ho girata, in lungo e largo...
Montagna, campagna, paesini dal lifting appena fatto, cipressi, mucche, maremma... 4 case e una minuscola Coop.
In ogni paese, città, frazione c'è il "circolino Arci" come lo chiamano loro, il circolo Arci - questo flessibile luogo di incontro, di scambio, di birra, di fumo, di carte, di vino sfuso, di scacchi...
Luogo di tavoli anni '70, di luci calde al tramonto e di "ci si vede"... Il circolo Arci è la toscana, quella che non se la tira, quella che non si è venduta al turismo.
A Roma il circolo Arci è radical, cazzo se lo è, pure quello è rdical...
Puoi andare al pigneto, il Kino, Trenta Formiche, Forte fanfulla e Fanfulla 101...tutti circoli Arci, tutti locali, dove bere, ballare, vedere film...
A Prati ce ne è uno nuovo, il circolo ricreativo caracciolo, detta così sembra quasi un dopolavoro ferroviario, invece è un locale ampio ad ex uso industriale, recuperato e arredato in modo quasi impeccabile.
La comunicazione che fanno è semplice, ma lo stile studiato, a metà tra infografiche e testi stile anni 60', vintage, come va adesso.
Retro del bancone a cubi di legno, tavolone lunghissimo, sedie tutte colorate, tavoli e poltrone misto legno ferro, secondo me fatti su misura.
L'offerta è ampia, aperitivo, cena, brunch, concerti, comizi, jazz...
Provato aperitivo, buono.
Provato brunch, buonino- per i poveri vegetariani 18 euro buttati.
Ho provato un dopocena, musica alta, acconciature impeccabili, trucco pesante, attori, attorini, gente dell'entourage della fiction italiana, che dio ci salvi.... stangone con stivalazzo e faccia scazzo (pare li vendano insieme). Questo è l'arci romano, per i miei gusti abbastanza infrequentabile. Magari se potessi capire cosa ha spinto questi ragazzi che mi fanno pagare un bicchiere di vino 6/7 euro ad aprire un circolo Arci invece di un locale normale, sarei meno critica...
Montagna, campagna, paesini dal lifting appena fatto, cipressi, mucche, maremma... 4 case e una minuscola Coop.
In ogni paese, città, frazione c'è il "circolino Arci" come lo chiamano loro, il circolo Arci - questo flessibile luogo di incontro, di scambio, di birra, di fumo, di carte, di vino sfuso, di scacchi...
Luogo di tavoli anni '70, di luci calde al tramonto e di "ci si vede"... Il circolo Arci è la toscana, quella che non se la tira, quella che non si è venduta al turismo.
A Roma il circolo Arci è radical, cazzo se lo è, pure quello è rdical...
Puoi andare al pigneto, il Kino, Trenta Formiche, Forte fanfulla e Fanfulla 101...tutti circoli Arci, tutti locali, dove bere, ballare, vedere film...
A Prati ce ne è uno nuovo, il circolo ricreativo caracciolo, detta così sembra quasi un dopolavoro ferroviario, invece è un locale ampio ad ex uso industriale, recuperato e arredato in modo quasi impeccabile.
La comunicazione che fanno è semplice, ma lo stile studiato, a metà tra infografiche e testi stile anni 60', vintage, come va adesso.
Retro del bancone a cubi di legno, tavolone lunghissimo, sedie tutte colorate, tavoli e poltrone misto legno ferro, secondo me fatti su misura.
L'offerta è ampia, aperitivo, cena, brunch, concerti, comizi, jazz...
Provato aperitivo, buono.
Provato brunch, buonino- per i poveri vegetariani 18 euro buttati.
Ho provato un dopocena, musica alta, acconciature impeccabili, trucco pesante, attori, attorini, gente dell'entourage della fiction italiana, che dio ci salvi.... stangone con stivalazzo e faccia scazzo (pare li vendano insieme). Questo è l'arci romano, per i miei gusti abbastanza infrequentabile. Magari se potessi capire cosa ha spinto questi ragazzi che mi fanno pagare un bicchiere di vino 6/7 euro ad aprire un circolo Arci invece di un locale normale, sarei meno critica...
giovedì 3 gennaio 2013
Mi rifaccio il look
sto cercando di capire che look voglio...
potreste pertanto incappare ogni giorno in un look diverso, portate pazienza, voi miei 4 lettori!
potreste pertanto incappare ogni giorno in un look diverso, portate pazienza, voi miei 4 lettori!
lunedì 31 dicembre 2012
Un anno come tanti
Non è che voglio scrivere un post di fine anno.
Voglio solo scrivere.
Nel mio 2012 c'è stata la morte e questo lo renderà diverso da tutti gli altri - 26/10/2012.
Per questo vuoto immenso non ho una foto, ma un'emozione.
Per il resto voglio raccontare questo anno con delle immagini, qualcuno si riconoscerà in queste foto, perchè è presente, perchè ne è stato l'autore o semplicemente perchè c'era.
Chi non c'è in questi scatti del 2012 non significa che non c'è stato, anzi, Milano non divide - unisce.
Grazie per aver preso parte a questo atto chiamato 2012, non è stato facile, sucuramente intenso e a tratti stupendo.
Voglio solo scrivere.
Nel mio 2012 c'è stata la morte e questo lo renderà diverso da tutti gli altri - 26/10/2012.
Per questo vuoto immenso non ho una foto, ma un'emozione.
Per il resto voglio raccontare questo anno con delle immagini, qualcuno si riconoscerà in queste foto, perchè è presente, perchè ne è stato l'autore o semplicemente perchè c'era.
Chi non c'è in questi scatti del 2012 non significa che non c'è stato, anzi, Milano non divide - unisce.
Grazie per aver preso parte a questo atto chiamato 2012, non è stato facile, sucuramente intenso e a tratti stupendo.
giovedì 13 dicembre 2012
Insostenibile bruttezza del tendone bianco.
Allora, il sacco di Roma continua.
Continua imperturbabile, sotto gli occhi di tutti noi.
L'ultima trovata per violentarla, maltrattarla, imbruttirla, sono i gazebo bianchi nelle piazze, con presunti mercatini di Natale (che diventano immacolata, befana e carnevale in un soffio).
No.
Sopportiamo piazza Navona, perchè è una tradizione, anche se non ci trovi più quello che faceva i cestini del pane o della frutta per i pastori del presepe, gli addobbi per l'albero, che ne andavi a prendere uno nuovo tutti gli anni...
Ma adesso dobbiamo sopportare decine di piazze, popolate da queste orrende strutture di plastica bianca, che lasciano intravedere del perfetto artigianato cinese di pessimo gusto, caramelle, sciarpe e cianfrusaglie varie.
Ormai molte le piazze sfigurate, dalla più grande alla più piccola, un unico comune denominatore, la bruttezza.
In 5 anni da poche piazze, sono diventate moltissime, e i commercianti ci fanno i soldi, il comune ci fa i soldi, chi affitta le strutture (qualche amichetto del sindaco) ci fa i soldi.
Solo tu, Roma, non ci guadagni niente. C'è chi ti vedrà per la prima e l'ultima volta in vita sua coperta da questa terribile plastica bianca, sarà quel turista che forse non merita neanche di vederti nuda.
Ma io, per quanto certe volte non ti sopporti, e per quanto riesca ad odiare certe tue sfumature con tutta me stessa, io ti amo nuda, senza plastica, senza finzione, per quella che sei.
Il Natale lo sai trasmettere Roma, ti scorre nel freddo che ci regali in questi giorni, nei commercianti che ancora credono che le strade debbano essere addobbate in modo decoroso, nella Feltrinelli di Largo Argentina piena di gente frenetica, nelle chiese che ti invitano ad entrare per visitare il presepe, il Natale non è robaccia venduta al suono dell'alternatore, il Natale (lo ammetto, faccio outing) è imboccare via della Conciliazione e restare sorpresi come bambini davanti allo spettacolo di Piazza San Pietro.
dedicato a Smo e a tutte le volte che negli anni tornando a casa ci siamo fermati un secondo in via della conciliazione, o semplicemente l'abbiamo pensato...
Continua imperturbabile, sotto gli occhi di tutti noi.
L'ultima trovata per violentarla, maltrattarla, imbruttirla, sono i gazebo bianchi nelle piazze, con presunti mercatini di Natale (che diventano immacolata, befana e carnevale in un soffio).
No.
Sopportiamo piazza Navona, perchè è una tradizione, anche se non ci trovi più quello che faceva i cestini del pane o della frutta per i pastori del presepe, gli addobbi per l'albero, che ne andavi a prendere uno nuovo tutti gli anni...
Ma adesso dobbiamo sopportare decine di piazze, popolate da queste orrende strutture di plastica bianca, che lasciano intravedere del perfetto artigianato cinese di pessimo gusto, caramelle, sciarpe e cianfrusaglie varie.
Ormai molte le piazze sfigurate, dalla più grande alla più piccola, un unico comune denominatore, la bruttezza.
In 5 anni da poche piazze, sono diventate moltissime, e i commercianti ci fanno i soldi, il comune ci fa i soldi, chi affitta le strutture (qualche amichetto del sindaco) ci fa i soldi.
Solo tu, Roma, non ci guadagni niente. C'è chi ti vedrà per la prima e l'ultima volta in vita sua coperta da questa terribile plastica bianca, sarà quel turista che forse non merita neanche di vederti nuda.
Ma io, per quanto certe volte non ti sopporti, e per quanto riesca ad odiare certe tue sfumature con tutta me stessa, io ti amo nuda, senza plastica, senza finzione, per quella che sei.
Il Natale lo sai trasmettere Roma, ti scorre nel freddo che ci regali in questi giorni, nei commercianti che ancora credono che le strade debbano essere addobbate in modo decoroso, nella Feltrinelli di Largo Argentina piena di gente frenetica, nelle chiese che ti invitano ad entrare per visitare il presepe, il Natale non è robaccia venduta al suono dell'alternatore, il Natale (lo ammetto, faccio outing) è imboccare via della Conciliazione e restare sorpresi come bambini davanti allo spettacolo di Piazza San Pietro.
dedicato a Smo e a tutte le volte che negli anni tornando a casa ci siamo fermati un secondo in via della conciliazione, o semplicemente l'abbiamo pensato...
La dura legge del centauro
Roma, come al solito, purtroppo.
Ho comprato uno scooter, l'ho comprato soltato per me...anche se in verità faccio da autista agli 80 kili del mio ragazzo.
A mia insaputa in queste settimane ho scoperto che a Roma c'è una legge, una legge non scritta, una legge che impari, per forza.
E' la legge del centauro, normativa fondamentale che ignoravo, perchè applicavo quella dei mezzi pubblici, che ha diversi decreti attuativi a seconda che si parli di autobus, metro o trenini, a ognuno la sua.
Innanzitutto bisogna fare una bella premessa, che non è quella che avete appena letto.
La premessa consiste nel fatto che prima della legge esiste la GERARCHIA.
Partendo dal più basso in grado, pedoni e ciclisti purtroppo sono al livello più basso della catena della mobilità.
Sopra di loro troviamo le rotaie, le buche e le strisce gialle.
Il motivo per cui sono sopra i pedoni e i ciclisti? Perchè sono inanimate, ci puoi passare sopra, non si può dire lo stesso degli utlimi due, quindi acquistano qualche punto in più, ma rompono lo stesso i coglioni.
Oh, bada bene tu che leggi, io ti racconto i fatti, ciò non significa che condivida...
Al posto successivo c'è la categoria auto, smerdomobili (auto di bassa cilindrata) autobus, camion.
Poi c'è il mondo delle due ruote, dove si posiziona all'ultimo posto il cinquantino, al pari che siano uomini o donne. Pare ce ne siano ancora a Roma, loro valgono meno di zero. Al semaforo se li trovi l'obiettivo è passargli avanti, non hanno scatto, so lenti, fanno perdere quei 10 secondi fondamentali.
Poi ci sono le donne in scooter (varie cilindrate), instabili, lente, caute, prudenti, insomma un pericolo.
Seguono gli uomini in scooter (varie cilindrate) arroganti, imprudenti, impanzienti e volgari.
Sul podio ci sono quelli con la moto, i veri free rider, per loro non ci sono regole, arroganza suprema, devi portare loro rispetto in strada, farti da parte, il tuo scooter ha sicuramente una cilindrata inferiore, quindi fatti da parte sfigo.
Al semaforo funziona così, l'obiettivo è andare avanti, sempre più avanti, avanti a tutti - anche se finisci in mezzo all'altra corsia, non importa la pole position deve essere tua.
Quindi li vedi tutti pronti a fare ogni tipo di manovra possibile, capriole, testa coda, pieghe col ginocchio, tutto per passare avanti.
Poi c'è la partenza. Stessa cosa della formula 1. Nessuna differenza. Motori al massimo, no incertezze, roba che se uno per sbaglio rallenta o non parte in quarta...viene infamato di brutto, alla peggio causa un'ammucchiata tremenda.
Per i sorpassi la legge è: no regole, tutto è lecito, sopra, sotto, a destra e sinistra, ovunque, ma te devo sorpassà, il non plus ultra si raggiunge quando riescono anche a sfiorarti nel sorpasso...
Il traffico è apparente, bisogna andare avanti, fare lo slalom, più macchine sorpassi più senso dai al fatto che fa un freddo cane, ti respiri la merda e rischi la vita ogni 5 secondi, ma tu NON TI FAI LA FILA. Vaffanculo.
Quando ti devi dare una mossa, ti si attaccano dietro e inziano a sgasare, come a dire, bella o ti levi dalle palle o ti dai una mossa, non c'è pace non c'è tranquillità, non c'è prudenza.
Sospetto che gli unici ad aver capito dell'esistenza di questa legge, siano i tassisti. Loro applicano la stessa legge, ma non sanno che sono fuorilegge perchè questa vale solo ed esclusivamente per le due ruote e quindi, tassista infame, nemico numero 1.
dedicato alle mie amiche e ai miei amici centauri.
Ho comprato uno scooter, l'ho comprato soltato per me...anche se in verità faccio da autista agli 80 kili del mio ragazzo.
A mia insaputa in queste settimane ho scoperto che a Roma c'è una legge, una legge non scritta, una legge che impari, per forza.
E' la legge del centauro, normativa fondamentale che ignoravo, perchè applicavo quella dei mezzi pubblici, che ha diversi decreti attuativi a seconda che si parli di autobus, metro o trenini, a ognuno la sua.
Innanzitutto bisogna fare una bella premessa, che non è quella che avete appena letto.
La premessa consiste nel fatto che prima della legge esiste la GERARCHIA.
Partendo dal più basso in grado, pedoni e ciclisti purtroppo sono al livello più basso della catena della mobilità.
Sopra di loro troviamo le rotaie, le buche e le strisce gialle.
Il motivo per cui sono sopra i pedoni e i ciclisti? Perchè sono inanimate, ci puoi passare sopra, non si può dire lo stesso degli utlimi due, quindi acquistano qualche punto in più, ma rompono lo stesso i coglioni.
Oh, bada bene tu che leggi, io ti racconto i fatti, ciò non significa che condivida...
Al posto successivo c'è la categoria auto, smerdomobili (auto di bassa cilindrata) autobus, camion.
Poi c'è il mondo delle due ruote, dove si posiziona all'ultimo posto il cinquantino, al pari che siano uomini o donne. Pare ce ne siano ancora a Roma, loro valgono meno di zero. Al semaforo se li trovi l'obiettivo è passargli avanti, non hanno scatto, so lenti, fanno perdere quei 10 secondi fondamentali.
Poi ci sono le donne in scooter (varie cilindrate), instabili, lente, caute, prudenti, insomma un pericolo.
Seguono gli uomini in scooter (varie cilindrate) arroganti, imprudenti, impanzienti e volgari.
Sul podio ci sono quelli con la moto, i veri free rider, per loro non ci sono regole, arroganza suprema, devi portare loro rispetto in strada, farti da parte, il tuo scooter ha sicuramente una cilindrata inferiore, quindi fatti da parte sfigo.
Al semaforo funziona così, l'obiettivo è andare avanti, sempre più avanti, avanti a tutti - anche se finisci in mezzo all'altra corsia, non importa la pole position deve essere tua.
Quindi li vedi tutti pronti a fare ogni tipo di manovra possibile, capriole, testa coda, pieghe col ginocchio, tutto per passare avanti.
Poi c'è la partenza. Stessa cosa della formula 1. Nessuna differenza. Motori al massimo, no incertezze, roba che se uno per sbaglio rallenta o non parte in quarta...viene infamato di brutto, alla peggio causa un'ammucchiata tremenda.
Per i sorpassi la legge è: no regole, tutto è lecito, sopra, sotto, a destra e sinistra, ovunque, ma te devo sorpassà, il non plus ultra si raggiunge quando riescono anche a sfiorarti nel sorpasso...
Il traffico è apparente, bisogna andare avanti, fare lo slalom, più macchine sorpassi più senso dai al fatto che fa un freddo cane, ti respiri la merda e rischi la vita ogni 5 secondi, ma tu NON TI FAI LA FILA. Vaffanculo.
Quando ti devi dare una mossa, ti si attaccano dietro e inziano a sgasare, come a dire, bella o ti levi dalle palle o ti dai una mossa, non c'è pace non c'è tranquillità, non c'è prudenza.
Sospetto che gli unici ad aver capito dell'esistenza di questa legge, siano i tassisti. Loro applicano la stessa legge, ma non sanno che sono fuorilegge perchè questa vale solo ed esclusivamente per le due ruote e quindi, tassista infame, nemico numero 1.
dedicato alle mie amiche e ai miei amici centauri.
giovedì 25 ottobre 2012
L'ingrato compito
Quanto è ingrato verso i parenti stretti fare la telefonata.
Avvertire tutti gli altri a prepararsi al peggio.
È ingrato, davvero.
Avvertire tutti gli altri a prepararsi al peggio.
È ingrato, davvero.
lunedì 22 ottobre 2012
Certe volte basta attraversare una strada.
Con due amiche, di quelle che un po' ti salvano il culo se necessario.
Salta l'ottobrata monticiana ma la festa di chiusura no.
Mediamente entusiaste per questo venerdì sera con novità! ci dirigiamo verso l'aranciera... che poi è il motivo per cui ci siamo mosse. Puoi mancare a una festa all'aranciera? Proprio no, e infatti eccoci qua.
Auto parcheggiata, i primi che incontriamo sono con molta onestà un po' giovani, per non dire pischelli di merda.
Ma vabbè, che importa.
Il look dichiarato da noi tre, era "troietta 15 enne", "troiona" e un non classificato. Diciamo che i due look coincidevano e a dirla tutta non avevano niente che si riferisse a Troia, quindi le definizioni non erano proprio azzeccate.
Ci avviciniamo, alla modica distanza di circa 10 metri dall'entrata, a vedere quello che vedo, mi sorge un dubbio che esprimo a voce alta "A Melè, ma a me pare na festa de stronzi, de stronzi piccoli pergiunta..."
Le mie amiche riflettono sul mio dubbio, interrogandosi con serietà sulla questione e scrutando verso l'entrata, per capire il perchè del mio dubbio.
Bastano pochi ed efficaci particolari.
Donne: abito da sera da quattro soldi, decolletè tacco 15 e plateau, calza color carne, si proprio così, direttamente dagli anni 80 la calza color carne.
Acconciature improbabili, borsette iridescenti, lustrini, paillettes, cineserie...
Sigarette ovunque, parlate adenoidali, Ludo, Lavi, Flami, Domi...
Uomini: er giacchetta imperava, leggera, con camicia, pantaloni stretti, scarpetta dandy... ce mancava il foulard.
Musica orrenda, in realtà non sono sincera perchè non si capiva che musica fosse tanto si sentiva male.
Età media 18 anni. Altezza media 1.80.
Buttafuori all'entrata 115 kili, auricolare, vestito nero, serissimo, come se facesse un lavoro vero.
Penso che non mi interfaccio con un buttafuori dal 1997, quando andai a una festa a capodanno sulla cassia.. forse era lo stesso buttafuori.
Ma neanche questa volta ho avuto il piacere, con molta scioltezza e morbidezza ci siamo accodate a un paio di cristone alte due metri, che con ammiccamenti vari sono riuscite ad aprirsi un varco, noi dietro, testa bassa. Ringraziando iddio non abbiamo subito l'umiliazione di essere fermate, già mi vedevo la scena, "voi ragazze dove andate?" umiliazione suprema, non ci saremmo mai più riprese. Ma tutto ció non è accaduto, noi trentenni siamo passate per ventenni, il look fa miracoli!
Atmosfera inutile, chiacchere nuvolose, gente trasparente, facce scazzo cosmico... Pieno di stronzi pischelli DOC da Prati, Parioli, Flaminio, ecc...
Bastava attraversare la strada per vedere l'altra Roma, quella che ci piace di più, Angelo Mai Altrove Occupato stiamo arrivando.
Salta l'ottobrata monticiana ma la festa di chiusura no.
Mediamente entusiaste per questo venerdì sera con novità! ci dirigiamo verso l'aranciera... che poi è il motivo per cui ci siamo mosse. Puoi mancare a una festa all'aranciera? Proprio no, e infatti eccoci qua.
Auto parcheggiata, i primi che incontriamo sono con molta onestà un po' giovani, per non dire pischelli di merda.
Ma vabbè, che importa.
Il look dichiarato da noi tre, era "troietta 15 enne", "troiona" e un non classificato. Diciamo che i due look coincidevano e a dirla tutta non avevano niente che si riferisse a Troia, quindi le definizioni non erano proprio azzeccate.
Ci avviciniamo, alla modica distanza di circa 10 metri dall'entrata, a vedere quello che vedo, mi sorge un dubbio che esprimo a voce alta "A Melè, ma a me pare na festa de stronzi, de stronzi piccoli pergiunta..."
Le mie amiche riflettono sul mio dubbio, interrogandosi con serietà sulla questione e scrutando verso l'entrata, per capire il perchè del mio dubbio.
Bastano pochi ed efficaci particolari.
Donne: abito da sera da quattro soldi, decolletè tacco 15 e plateau, calza color carne, si proprio così, direttamente dagli anni 80 la calza color carne.
Acconciature improbabili, borsette iridescenti, lustrini, paillettes, cineserie...
Sigarette ovunque, parlate adenoidali, Ludo, Lavi, Flami, Domi...
Uomini: er giacchetta imperava, leggera, con camicia, pantaloni stretti, scarpetta dandy... ce mancava il foulard.
Musica orrenda, in realtà non sono sincera perchè non si capiva che musica fosse tanto si sentiva male.
Età media 18 anni. Altezza media 1.80.
Buttafuori all'entrata 115 kili, auricolare, vestito nero, serissimo, come se facesse un lavoro vero.
Penso che non mi interfaccio con un buttafuori dal 1997, quando andai a una festa a capodanno sulla cassia.. forse era lo stesso buttafuori.
Ma neanche questa volta ho avuto il piacere, con molta scioltezza e morbidezza ci siamo accodate a un paio di cristone alte due metri, che con ammiccamenti vari sono riuscite ad aprirsi un varco, noi dietro, testa bassa. Ringraziando iddio non abbiamo subito l'umiliazione di essere fermate, già mi vedevo la scena, "voi ragazze dove andate?" umiliazione suprema, non ci saremmo mai più riprese. Ma tutto ció non è accaduto, noi trentenni siamo passate per ventenni, il look fa miracoli!
Atmosfera inutile, chiacchere nuvolose, gente trasparente, facce scazzo cosmico... Pieno di stronzi pischelli DOC da Prati, Parioli, Flaminio, ecc...
Bastava attraversare la strada per vedere l'altra Roma, quella che ci piace di più, Angelo Mai Altrove Occupato stiamo arrivando.
venerdì 19 ottobre 2012
La stanza
è ampia.
Le persone che ci lavorano scherzano, ridono, si dicono battutte da una parte all'altra.
C'è un'aria rilassata. La luce è abbastanza, l'aria respirabile.
Un sottofondo di diversi bip, suoni corti, lunghi, acuti, lenti o veloci...
Area rianimazione, tutt'intorno persone che lottano per restare in vita. Nella stanza però c'è calma, i parenti ti guardano da fuori, e a me sembra di stare in un acquario, protetto, più calmo nonostante la situazione.
Li vedi da fuori che ti osservano e cercano di leggere il labiale.
Stare lì fuori, stare qui dentro. Dentro, fuori, dentro...
Era un sorriso quello? Mi stai stringendo le mani?
E' che purtroppo ci sono troppe nuvole nel mio cielo adesso, magari se piove, poi torna il sole. Aspettiamo.
Le persone che ci lavorano scherzano, ridono, si dicono battutte da una parte all'altra.
C'è un'aria rilassata. La luce è abbastanza, l'aria respirabile.
Un sottofondo di diversi bip, suoni corti, lunghi, acuti, lenti o veloci...
Area rianimazione, tutt'intorno persone che lottano per restare in vita. Nella stanza però c'è calma, i parenti ti guardano da fuori, e a me sembra di stare in un acquario, protetto, più calmo nonostante la situazione.
Li vedi da fuori che ti osservano e cercano di leggere il labiale.
Stare lì fuori, stare qui dentro. Dentro, fuori, dentro...
Era un sorriso quello? Mi stai stringendo le mani?
E' che purtroppo ci sono troppe nuvole nel mio cielo adesso, magari se piove, poi torna il sole. Aspettiamo.
mercoledì 17 ottobre 2012
Il Corridoio
Un Corridoio, con una grande porta antincendio "reparto rianimazione". Sedie di ferro, scomode, stile aeroporto, e due nicchie di muro, dove poter bivaccare.
Atmosfera al limite del solenne.
Vedi persone uscire dal reparto, con gli occhi gonfi e il cuore dolorante, e ti ricordi che solo ieri eri tu.
Sempre le stesse persone, sempre le stesse speranze che riempono l'aria, densa e pesante.
lui è il marito di lei, è qui SEMPRE, le parla, la accarezza, la imbocca, devoto, dedito e sollecito.
Poi lui lo incontri per Il Corridoio, è scontroso, non saluta, non vuole scambiare due parole.
Passa in quel reparto, tra letto e Corridoio, le sue giornate da tre mesi. Senza che nessuno sappia cos'ha la moglie.
Ogni giorno purtroppo, torno a frequentare quel corridoio, sperando di non vederlo, e invece è lì seduto, accanto al letto della moglie. E io penso all'amore.
Nel Corridoio altri abitanti sono i parenti del ragazzo della stanza accanto. Domenica ne ho contati 11. Magari non fanno nulla, stanno lì, giornate intere.
Mi raccontano che oggi nel Corridoio, una signora super accessoriata ha portato una cheesecake.
La cheesecake era per tutti, lei aveva piattini e forchette.
Il Corridoio è fatto di queste persone, che sono costrette a condividere, nel silenzio e nel rispetto, un dolore inconsolabile, una stanchezza annichilente.
Peró Il Corridoio ti fa sentire meno solo, nonostante tutto ti da un po' di forza.
Anche questo succede a Roma, al San Camillo.
Atmosfera al limite del solenne.
Vedi persone uscire dal reparto, con gli occhi gonfi e il cuore dolorante, e ti ricordi che solo ieri eri tu.
Sempre le stesse persone, sempre le stesse speranze che riempono l'aria, densa e pesante.
lui è il marito di lei, è qui SEMPRE, le parla, la accarezza, la imbocca, devoto, dedito e sollecito.
Poi lui lo incontri per Il Corridoio, è scontroso, non saluta, non vuole scambiare due parole.
Passa in quel reparto, tra letto e Corridoio, le sue giornate da tre mesi. Senza che nessuno sappia cos'ha la moglie.
Ogni giorno purtroppo, torno a frequentare quel corridoio, sperando di non vederlo, e invece è lì seduto, accanto al letto della moglie. E io penso all'amore.
Nel Corridoio altri abitanti sono i parenti del ragazzo della stanza accanto. Domenica ne ho contati 11. Magari non fanno nulla, stanno lì, giornate intere.
Mi raccontano che oggi nel Corridoio, una signora super accessoriata ha portato una cheesecake.
La cheesecake era per tutti, lei aveva piattini e forchette.
Il Corridoio è fatto di queste persone, che sono costrette a condividere, nel silenzio e nel rispetto, un dolore inconsolabile, una stanchezza annichilente.
Peró Il Corridoio ti fa sentire meno solo, nonostante tutto ti da un po' di forza.
Anche questo succede a Roma, al San Camillo.
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