succede a roma, quartiere aurelio.
succede in una di quelle notti umide, silenziose e un po sibilline.
il mio sonno appartiene a qualcun'altro stanotte, meglio non perdersi il silenzio di questo strano inizio di nottata...
il divano - ma non solo, è un giusto compagno di attesa, zitto come solo lui sa essere con lui anche la mia gatta nera, in vena di effusioni e dolcezze il che ha reso tutto più insolito...
tutti e tre distesi in fila, uno sopra l'altro, aspettiamo, ascoltiamo.
quando a un certo punto la gatta eregge le orecchie, la testa, il busto, fino a saltare felina, delicata e preoccupata per terra...
corre in terrazzo senza dire nulla, un'ombra nel buio quasi impercettibile.
mi alzo anche io vado al terrazzo mi affaccio verso il giardino del piano di sotto.
nulla.
solo qualche eco televisivo sonnecchiante e annoiato.
a un certo punto un rumore tra i cespugli, poi niente.
il solito gatto sonnambulo.
è più grande di un gatto, scende meno leggero, meno guardingo...
non è un gatto, è una volpe.
una volpe, di notte, in un piccolo giardino, in un quartiere di roma.
gironsola velocemente nel giardino poi mi sente, scappa veloce svanisce nel nulla.
io resto col dubbio l'ho sognato o è realtà? ricado nel silenzio attonita. bellissimo
martedì 4 settembre 2012
martedì 24 luglio 2012
Lisboa libera
Lis é un po' difficile, come tutte le città, non si svela subito.
Lis è un "percorso in salita verso la liberazione", per usare parole di un'amica.
E così è stato, il primo giorno, complice un'alzataccia alle 4 di mattina, lei è rimasta sulle sue, svelando solo il pizzo della sottoveste e facendo intendere che non sarebbe stato facile averla.
A vedere la mappa, che poi è quella che getta più fumo negli occhi, Lis sembra una donna normale, invece è giunonica, le sue curve alte e profonde, sono così improvvise che lasciano chiunque perplesso a domandarsi, ce la faró mai? Basta fidarsi delle scale, che come lunghe trecce si adagiano sui sali e scendi di questo corpo sinuoso, e ti guidano nei punti più impensati.
Quando finalmente ti arrendi alla fatica come necessaria e alla voglia di lei - nonostante tutto, lei si lascia scoprire, lentamente si apre e ti illumina, raggiante con quella pelle lunare, composta da mille tasselli che brillano al sole accecante, quel sole brillante che viene dal mare.
Solleticarla con il cammino in lungo e largo, in alto e in basso, è appagante, ogni scalino ti libera dalla pesantezza, sono arrivata con le scarpe piene di sassi (tanto per fare una citazione) e riparto luminosa, ristorata e rinfrescata.
Chissà che i sassi che ho lasciato lì, non andranno a infilarsi nelle trecce di questa donna magnifica e che non siano proprio loro, i miei, come quelli di tutti i fortunati viaggiatori, a renderla così viva, così avvolgente?
Lis è un "percorso in salita verso la liberazione", per usare parole di un'amica.
E così è stato, il primo giorno, complice un'alzataccia alle 4 di mattina, lei è rimasta sulle sue, svelando solo il pizzo della sottoveste e facendo intendere che non sarebbe stato facile averla.
A vedere la mappa, che poi è quella che getta più fumo negli occhi, Lis sembra una donna normale, invece è giunonica, le sue curve alte e profonde, sono così improvvise che lasciano chiunque perplesso a domandarsi, ce la faró mai? Basta fidarsi delle scale, che come lunghe trecce si adagiano sui sali e scendi di questo corpo sinuoso, e ti guidano nei punti più impensati.
Quando finalmente ti arrendi alla fatica come necessaria e alla voglia di lei - nonostante tutto, lei si lascia scoprire, lentamente si apre e ti illumina, raggiante con quella pelle lunare, composta da mille tasselli che brillano al sole accecante, quel sole brillante che viene dal mare.
Solleticarla con il cammino in lungo e largo, in alto e in basso, è appagante, ogni scalino ti libera dalla pesantezza, sono arrivata con le scarpe piene di sassi (tanto per fare una citazione) e riparto luminosa, ristorata e rinfrescata.
Chissà che i sassi che ho lasciato lì, non andranno a infilarsi nelle trecce di questa donna magnifica e che non siano proprio loro, i miei, come quelli di tutti i fortunati viaggiatori, a renderla così viva, così avvolgente?
domenica 22 luglio 2012
fanatica meno meno
lisboa non è fanatica. lisboa è come una delle donne dei film di Almodovar, articolata, femmina, lunatica se vuoi anche sofisticata nella semplicità.
siamo così abituati all'artificio come sofisticazione, che il ritorno alla semplicità è un'ulteriore sifisticazione.
lisboa non è fanatica, non se la crede, tantomeno se la tira. è lì che si lascia scorrere in silenzio, senza autocelebrazioni in una sobrietà a tratti sconcertante.
potrebbe essere la protagonista di una canzone di De André, femmina un po' lamentosa, cantilenante, che si da tra vicoli fetenti e baretti infami.
in questo momento nel punto in cui i grandi navigatori facevano ritorno dalle spedizioni alla scoperta del mondo, un grande veliero a vele gonfie di vento mi avverte del suo imminente passaggio, allora un po' fanatica lo sei anche tu, lisboa!
siamo così abituati all'artificio come sofisticazione, che il ritorno alla semplicità è un'ulteriore sifisticazione.
lisboa non è fanatica, non se la crede, tantomeno se la tira. è lì che si lascia scorrere in silenzio, senza autocelebrazioni in una sobrietà a tratti sconcertante.
potrebbe essere la protagonista di una canzone di De André, femmina un po' lamentosa, cantilenante, che si da tra vicoli fetenti e baretti infami.
in questo momento nel punto in cui i grandi navigatori facevano ritorno dalle spedizioni alla scoperta del mondo, un grande veliero a vele gonfie di vento mi avverte del suo imminente passaggio, allora un po' fanatica lo sei anche tu, lisboa!
bradipo lisboa
bisogna liberarsi del passo veloce, del respiro affannato, e recuperarsi in una dimensione flemmatica. chissà se è il sabato mattina che rende questa città piena di sbadigli e assonata. bradipo lisboa
la domenica non è da meno, si inizia con un pateis che è quasi ora di pranzo, evitando accuratamente il serpente fuori dalla pasteleria museo. capisco fare la fila per il monastero ma per una tortina ripiena di crema, no. va benissimo il baretto di fronte..
la domenica non è da meno, si inizia con un pateis che è quasi ora di pranzo, evitando accuratamente il serpente fuori dalla pasteleria museo. capisco fare la fila per il monastero ma per una tortina ripiena di crema, no. va benissimo il baretto di fronte..
venerdì 20 luglio 2012
M'azurka
che poi è un ballo lento, piccoli passi, intimi, quasi timorosi.
l'atmosfera è ovattata, sarà l'umidità a darle una mano, ma sembra di stare in un'altra epoca, le ragazze hanno gonne lunghe, alcuni sono scalzi, tutti molto sudati, ma sorridenti e festosi.
chi come me stenta e non si arrende alla vergogna.
chi guarda e la paura non la vince ma vorrebbe.
sembrano passi facili, a vederli sembra un gioco da ragazzi.
la mazurka e tutti gli altri accompagnano a suon di note antiche, umide e conviviali serate tra sconosciuti che girano, saltano, procano, si toccano, si annusano, ballano.
io nella mia bolla, col mio cavaliere, ho quasi volato.
aggiornato da iPhone
l'atmosfera è ovattata, sarà l'umidità a darle una mano, ma sembra di stare in un'altra epoca, le ragazze hanno gonne lunghe, alcuni sono scalzi, tutti molto sudati, ma sorridenti e festosi.
chi come me stenta e non si arrende alla vergogna.
chi guarda e la paura non la vince ma vorrebbe.
sembrano passi facili, a vederli sembra un gioco da ragazzi.
la mazurka e tutti gli altri accompagnano a suon di note antiche, umide e conviviali serate tra sconosciuti che girano, saltano, procano, si toccano, si annusano, ballano.
io nella mia bolla, col mio cavaliere, ho quasi volato.
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Sfatta Roma
la mattina presto a roma in centro mentre vai a lavoro è ben visibile la violenza spesso volgare che questa citta è costretta a sopportare tutte le notti da parte di turisti troppo spesso ignari o di romani cafoni e sciatti...
mi capita che camminando mi trovo a dover schivare di tutto, bottiglie rotte, bicchieri, abiti, bucce di anguria, escrementi...
per chi come me, frequenta poco il centro storico la notte, camminando la mattina da queste parti pensi che la notte prima è successo di tutto... non mi piace trovarla cosi la mattina, sfatta ancora un po' ubriaca e fetente, soprattutto perchè non sono convinta che lei abbia partecipato al festino in modo consenziente.
aggiornato da Iphone
mi capita che camminando mi trovo a dover schivare di tutto, bottiglie rotte, bicchieri, abiti, bucce di anguria, escrementi...
per chi come me, frequenta poco il centro storico la notte, camminando la mattina da queste parti pensi che la notte prima è successo di tutto... non mi piace trovarla cosi la mattina, sfatta ancora un po' ubriaca e fetente, soprattutto perchè non sono convinta che lei abbia partecipato al festino in modo consenziente.
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martedì 17 aprile 2012
Chi è Vittorio?

(colonna sonora per il post qui)
fermata Vittorio.
scendo, sono in anticipo di ben 40 minuti.
Decido di esplorare la piazza.
Non so perchè, ma Piazza Vittorio mi mette una certa soggezione, non mi sento proprio a mio agio, come se fosse terra sconosciuta...straniera.
Mica sarà davvero per la forte "utenza" straniera? Mai avuto di questi pensieri, perchè dovrei iniziare oggi?
Allora decido di usare questi 40 minuti per fare un po' di reciproca conoscenza, annuso le strade, e si il curry predomina - e non ci sono molte alternative, il curry è un mix di spezie totalitario, se c'è lui le altre non possono esprimersi.
Sotto dittatura del curry, passo ad osservare i negozi di abbigliamento e di bijoux cinesi.
I negozi sono tutti uguali, stessi pannelli bianchi alle pareti, niente personalizzazione, niente che attiri particolarmente lo sguardo - a parte la merce esposta...ma pure quella.
I negozi sono tutti vuoti, ne ho passati almeno 20 in rassegna.
Allora mi ritornano in mente quelle leggende metropolitane che giravano a Roma alla fine degli anni 80 inizio dei 90.
Si diceva, che se entri in uno di quei negozi i cinesi ti rapiscono e ti spediscono in Cina, dove ti fanno a pezzi e si vendono gli organi - la regola pertanto era: mai entrare in uno di quei negozi.
Ovviamente ci credevo, ovviamente non frequentavo quella zona, a dire il vero non la frequento neanche adesso.
Non ho mai capito se quei negozi vendono al dettaglio o all'ingrosso.
E anche questa volta, il coraggio di entrare e chiedere, m'è mancato.
All'improvviso però, tutti quei volti, quell'odore, i cartellini scritti in altre lingue, le affissioni sui muri e le scritte, in arabo, cinese...indiano, tutta quella confusione mi ha messo a mio agio.
Qui Roma è europea, è l'unico quartiere dove veramente ti senti in europa.
L'unico quartiere che puoi trovare a Madrid, Barcellona, Berlino, Parigi... ed è stato allora che dalla soggezione siamo passati alla curiosità.
Chi è Vittorio?
Da approfondire...
Autoanalisi
è bastata la decisione di andare a vivere insieme alla persona con cui sono sentimentalmente legata per mettere in sospeso tutte le attività che amo.
Io non sono una donna relazionalmente multitasking.
Se mi innamoro non esiste altro.
Solo che a 31 anni il tempo che intercorre tra l'accorgersi dell'innamoramento e sentirsi abbandonata da tutti - quando sei tu la stronza che ha ignorato tutti per mesi - si è notevolmente accorciato.
Ci attestiamo sui tre mesi, anche se ad oggi devo dire che ho ancora qualche difficoltà a gestire tutte le relazioni amicali con quella sentimentale...
Oh sia ben inteso, tra la prima fase e l'ultima c'è il mondo dell'amore, sesso di qualità anche se in quantità, vino, cene, chiacchere, insomma tutto quello per cui sei molto bendisposta a ignorare il mondo intero, te ne strafotti di quello che fanno o non fanno gli amici tuoi.
Qui non posso che avvalermi delle parole del mio amico Malinconico:
L'amore, se posso dire come la penso, è una malattia della dignità. Agisce per picchi e inabissamenti. Compra e vende. La riconosci subito. Ha dei sintomi, - come dire, sintomi che non ti sbagli.
Intanto ti fa sentire un eletto. Ti manda in giro a osservare la gente per compatirla. Sotto sotto, lascia passare l'idea che non siamo tutti uguali. Non è vero che quando sei innammorato il mondo ti sembra più bello, è solo che lo guardi dall'alto in basso.
(...)
In altre parole, quando ti innamori diventi un qualunquista di merda. Peggio, un cafone arricchito, che appena fa un po' di soldi copre di apprezzare le cose che schifava quando non se le poteva permettere (...).
Questo tipo di coglionaggine, che coniuga rigurgito qualunquista e anelito metafisico, oltre a compromettere reputazioni faticosamente costruite e interrompere amicizie ventennali, può avere ricadute molto serie in circostanze di elezioni politiche, per cui bisogna preoccuparsi del voto degli innamorati.
Poi c'è la malinconia cosmica, ma ne parliamo un'altra volta.
Io non sono una donna relazionalmente multitasking.
Se mi innamoro non esiste altro.
Solo che a 31 anni il tempo che intercorre tra l'accorgersi dell'innamoramento e sentirsi abbandonata da tutti - quando sei tu la stronza che ha ignorato tutti per mesi - si è notevolmente accorciato.
Ci attestiamo sui tre mesi, anche se ad oggi devo dire che ho ancora qualche difficoltà a gestire tutte le relazioni amicali con quella sentimentale...
Oh sia ben inteso, tra la prima fase e l'ultima c'è il mondo dell'amore, sesso di qualità anche se in quantità, vino, cene, chiacchere, insomma tutto quello per cui sei molto bendisposta a ignorare il mondo intero, te ne strafotti di quello che fanno o non fanno gli amici tuoi.
Qui non posso che avvalermi delle parole del mio amico Malinconico:
L'amore, se posso dire come la penso, è una malattia della dignità. Agisce per picchi e inabissamenti. Compra e vende. La riconosci subito. Ha dei sintomi, - come dire, sintomi che non ti sbagli.
Intanto ti fa sentire un eletto. Ti manda in giro a osservare la gente per compatirla. Sotto sotto, lascia passare l'idea che non siamo tutti uguali. Non è vero che quando sei innammorato il mondo ti sembra più bello, è solo che lo guardi dall'alto in basso.
(...)
In altre parole, quando ti innamori diventi un qualunquista di merda. Peggio, un cafone arricchito, che appena fa un po' di soldi copre di apprezzare le cose che schifava quando non se le poteva permettere (...).
Questo tipo di coglionaggine, che coniuga rigurgito qualunquista e anelito metafisico, oltre a compromettere reputazioni faticosamente costruite e interrompere amicizie ventennali, può avere ricadute molto serie in circostanze di elezioni politiche, per cui bisogna preoccuparsi del voto degli innamorati.
Poi c'è la malinconia cosmica, ma ne parliamo un'altra volta.
domenica 11 marzo 2012
La settimana breve.

Spesso sento dire che Roma è piena di cose da fare.
Bene, io esco - anzi uscivo spesso, prima di inguaiarmi in una liaison, e capitava di uscire tutti i giorni della settimana.
Pare che adesso ndo vai vai è pieno di "piccoli".
I piccoli, sono i ragazzi dai 20 ai 26, gente molesta, per i quali io e il mio amico Smo abbiamo inventato lo spray antipiccoli. Sono quelli che vanno all'università, che pisciano fuori dal water perchè sono così ubriachi che non ce la fanno.
I piccoli sono ovunque.
Dovrebbero chiuderle tutte queste università, stanno infestando Roma.
Ci sono i piccoli romani, calabresi, pugliesi e napoletani - peggio non potrebbe andare.
Te li trovi ovunque, con quei 20 anni portati così con non chalance, manco ce li avessero avuti solo loro... v'aspetto al varco brutte merde.
Loro escono tutti i giorni della settimana, e frequentano locali come Rising Love (il sabato pieno statene lontani) oppure il coffee pot tutti conciati super trendy - il mercoledì.
In generale penso che questi piccoli mostri frequentino San Lorenzo e dintorni dal lunedì al venerdì, poi il sabato trovano uno stronzo con la macchina a cui scroccare un passaggio e quindi fanno la gita fuori porta e arrivano a Testaccio o Trastevere, maledetti.
E poi una cosa, non si capisce perchè a Roma il lunedì non c'è mai un cazzo da fare - i locali non fanno manco l'aperitivo...ma perchè Roma fa la settimana breve?
giovedì 1 marzo 2012
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